PERSONALITÀ E SOCIAL MEDIA

L’utilizzo dei social media aumenta esponenzialmente di anno in anno, tanto che il filosofo Luciano Floridi, partendo dai termini On-line e Life, ha creato il neologismo Onlife per definire la nostra epoca, in cui reale e virtuale si mescolano e si confondono. Oggi la distinzione tra on-line e off-line è fuorviante perché la vita di ogni persona è costituita in parte da esperienze in presenza e in parte da esperienze in contesti mediati. L’introduzione delle tecnologie digitali ha comportato importanti cambiamenti alla base dei nostri processi di interazione e comunicazione.

Cos’è la personalità?

La personalità è l’insieme delle caratteristiche che ci connotano a livello individuale e ci differenziano dalle altre persone. È un tema molto complesso che riguarda ognuno di noi, e in psicologia è stato analizzato da prospettive differenti: a partire dalle caratteristiche biologiche e genetiche, all’interno della teoria dei tratti di personalità, della prospettiva cognitivo-sociale e di quella psicodinamica. I tratti di personalità rappresentano delle disposizioni che gli individui possiedono fin dalla nascita, che si attivano in interazione con l’ambiente e che si mantengono più o meno stabili durante tutto l’arco di vita, come, per esempio, introversione o estroversione, creatività, precisione, puntualità, apertura alle esperienze, curiosità, predisposizione alle relazioni ecc.

Nella prospettiva psico-sociale, invece, l’attenzione è rivolta maggiormente verso i cambiamenti, che possono essere sollecitati da differenti processi di interazione con l’ambiente. Gli individui, quindi, possiedono determinate caratteristiche di personalità, ma alcune possono arrivare ad esprimersi di più rispetto ad altre a seconda delle relazioni, dell’ambiente e delle esperienze di vita. La visione psicodinamica, infine, considera la personalità come il risultato della continua interazione tra differenti istanze psichiche e tiene conto delle motivazioni inconsce che possono portarci a mettere in atto comportamenti di cui non siamo completamente consapevoli.

Personalità e social media

Attualmente la psicologia si sta occupando di studiare le modalità con cui le persone interagiscono on-line, come vengono utilizzati i social media e i potenziali rischi che questi possono presentare, tenendo conto anche della variabilità dovuta alle caratteristiche individuali. La probabilità di mettere in atto comportamenti a rischio, infatti, può essere legata a determinate caratteristiche, come il livello di autostima. Il valore che le persone si attribuiscono porta a mettere in atto comportamenti molto diversi sia nel contesto reale che in quello virtuale. Nella prospettiva cognitivo-sociale, i comportamenti possono essere compresi tenendo in considerazione l’interazione tra persona, ambiente e comportamento.

Con l’aumento dell’utilizzo dei social media, le piattaforme utilizzate sono andate via via differenziandosi: piattaforme per rapporti di tipo amicale, oppure professionale, o per appuntamenti, svago e divertimenti. I cambiamenti nell’utilizzo delle piattaforme indicano una modificazione dei bisogni che le persone cercano di soddisfare attraverso tali strumenti. Il bisogno iniziale di contatto e di connessione, insito nella natura umana, si è poi trasformato in bisogni di altra natura, come quello di costruire un proprio profilo, che permetta di compiere delle scelte su chi si è e come si desidera presentarsi al mondo, oppure il bisogno di competenza, riuscendo ad accedere a esperienze che mettono alla prova le proprie capacità, come la capacità di attirare l’attenzione attraverso il proprio profilo professionale e di relazionarsi all’interno di determinati contesti. O, ancora, il bisogno ludico e di intrattenimento, attraverso la visione e la creazione di brevi video. I diversi bisogni che gli individui cercano di soddisfare corrispondono a differenti caratteristiche di personalità.

La creazione dell’identità on-line

Nel testo La personalità online, Stefano Triberti e Daniela Villani sostengono che, in base al livello di coerenza tra le reali caratteristiche di personalità e quelle che l’individuo sceglie di presentare nella creazione del proprio profilo, è possibile individuare tre modalità di presentazione on-line:

  • Una modalità coerente, in cui la persona crea un profilo e posta contenuti (come foto, video, testi ecc.) che rispecchiano le sue effettive caratteristiche. Per esempio una persona socievole, curiosa e aperta alle esperienze enfatizzerà queste caratteristiche, mentre una persona sensibile, empatica e attenta al sociale sottolineerà queste altre. In questo caso lo sviluppo di una consapevolezza di sé stessi sufficientemente elevata si accompagna a uno stato di benessere psicologico.
  • Una modalità maggiormente proiettiva, in cui la persona crea un profilo che rappresenta le caratteristiche che desidererebbe avere. Nel caso di individui che, a causa della timidezza, non si sentono sufficientemente disinibiti o abili a livello sociale, i social offrono la possibilità di superare limiti che condizionano i comportamenti nel mondo reale. In tal senso, questa può rappresentare una modalità adattiva, soprattutto durante l’adolescenza, in quanto permette di prendere consapevolezza delle proprie caratteristiche e mettere in gioco aspetti di sé che faticano ad emergere in altri contesti relazionali e sociali, diventando quello che Patrizia Vallace definisce un “laboratorio di costruzione dell’identità”.
  • Una modalità disadattiva, in cui è presente molta distanza tra le caratteristiche di personalità reali e ciò che si cerca di presentare on-line. Tale distanza può aumentare fino ad arrivare a fenomeni di natura dissociativa, quando il profilo on-line è così lontano da come l’individuo è in realtà da diventare fonte di malessere, disagio e angoscia. Ciò accade perché il profilo creato riceve approvazione e apprezzamenti, attraverso like, condivisioni e commenti, ma è distante da come la persona è realmente. Tale modalità viene tipicamente messa in atto da persone caratterizzate da scarsa autostima e con un basso livello di coerenza del sé. A causa di tali vulnerabilità nel profilo identitario, esse incorrono in una traiettoria disfunzionale nell’utilizzo del mondo virtuale.

Come presentarsi on-line

In base a quanto detto finora, quindi, per poter vivere con maggiore benessere l’esperienza on-line è importante presentarsi in modo autentico. Soprattutto gli adolescenti, che stanno affrontando una fase di costruzione dell’identità, devono essere accompagnati a svolgere un lavoro su sé stessi che permetta loro di divenire consapevoli delle proprie caratteristiche per costruire al meglio il proprio profilo.

Uno dei meccanismi più comuni sollecitati dalla creazione dell’identità on-line è il desiderio di presentarsi in un’ottica migliorativa. Da un lato ciò può rappresentare uno stimolo al cambiamento, permettendo di prendere consapevolezza di comportamenti o modi di essere a cui aspiriamo e verso cui possiamo lavorare. Dall’altro, proporsi in un’ottica migliorativa al fine di ricevere approvazione da parte degli altri può compromettere il modo di presentarsi.

Il bisogno di approvazione e il feedback sociale è fondamentale per tutti, in particolare nel periodo dell’adolescenza, quando l’approvazione da parte del gruppo è particolarmente importante. Per chi possiede già una buona consapevolezza di sé e una rete sociale appagante, i social rappresentano la possibilità di ampliare le possibilità relazionali. Secondo la “rich-get-richer hypotesis”, se la rete sociale di riferimento è ricca, l’on-line diviene lo strumento per creare ulteriori opportunità relazionali. Se, invece, la rete reale non è sufficientemente appagante, i social media assumono una funzione di compensazione ed è possibile andare incontro a comportamenti scorretti come la diffusione di fake news, o pericolosi come le sfide on-line.

Nel caso delle fake news, se l’obiettivo primario è quello di ricevere approvazione, non importa più il contenuto delle affermazioni, ma solo l’effetto che possono generare negli altri. Le sfide on-line, soprattutto in adolescenza e preadolescenza, possono nascere da una vulnerabilità psicopatologica, ma spesso sono mosse dalla scarsa percezione dei rischi e dal bisogno di dimostrare fino a che punto si può arrivare, dalla sensazione di poter controllare situazioni che, in realtà, sono altamente pericolose e possono evolvere in situazioni drammatiche. Le sfide, in adolescenza, rappresentano modalità per definire i propri confini e mettersi alla prova. La problematicità emerge nel momento in cui il superamento della sfida non rappresenta più un obiettivo individuale, ma determina la possibilità di essere riconosciuto e accettato all’interno di un gruppo.

In conclusione, poiché il mondo virtuale presenta differenti caratteristiche a seconda dello strumento utilizzato, e le persone presentano una complessa variabilità individuale, non è possibile generalizzare e uniformare l’incontro di ogni individuo con l’on-line, ma è necessario riconoscere l’unicità di ogni interazione e cogliere le diverse traiettorie che si presentano, al fine di prevenire le modalità più disfunzionali.

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